Lo Spirito del Business

La Spinta / Lo Spirito di Conquista / La Ricerca dello Spirito

È da molto tempo ormai che diverse persone, alcune di queste presenti spesso in TV, ed ormai sempre più spesso sul Web e nei Social, in qualità di professionisti autorevoli come scrittori, professori, sociologi, antropologi, managers, giornalisti, opinionisti, influencer…ed diverse altre categorie che si confondono fra loro nei vari ruoli…, fra coloro che contemplano la parola “spirito” associata ad una cognizione di valore, tutti quanti descrivono questa epoca come una zona d’ombra della storia umana e che ciò deriva da un vuoto di valori, a volte puntando il dito indice – di Caravaggesca suggestione – verso il capitalismo nel suo insieme o più indistintamente verso l’interesse prioritario per il denaro, di un profitto a svantaggio di altri e lontano da più alti valori morali.
Per molti aspetti ciò è incontestabile e davvero oggi si sente e si legge ormai quotidianamente di fatti come abusi e soprusi a discapito di categorie deboli, o comunque più deboli di chi esercita in qualche modo un potere oltre i limiti del lecito, e senz’altro oltre quelli del buon senso.
Personalmente tuttavia non credo che ciò che accade oggi sia diverso da ciò che accadeva ieri, ciò che è cambiato invece è la possibilità di una conoscenza diretta di quanto accade. La rete infatti ci rende oggi partecipi in tempo reale di cose delle quali prima ignoravamo l’esistenza o per meglio dire la frequenza. Ci stiamo semplicemente scoprendo (anche come insieme) meno perfetti, meno ideali per come volevamo essere e come forse ci avrebbero voluto. La rete è una lente di ingrandimento, con tanto di faro acceso, su tutto ciò che attira la nostra attenzione.
Va quindi meglio stabilito cosa è più meritevole di attenzione anziché rassegnarsi all’idea che tutto va peggio e che siamo peggiori o peggiorati.
Credo inoltre che la riduzione semplificata del bipolarismo fra Buoni&Cattivi / Giusto&Sbagliato / Dio&Denaro e via così, non sia altro che una fotografia reale della realtà, solo che si tratta di realtà aumentata, aumentata dalla tinte forti di alcuni modi di fare notizia, in generale di comunicazione, e del  corredo dei commenti di chiunque abbia a disposizione un account in qualche piazza virtuale.

Amo il giornalismo di inchiesta ed ho seguito con una certa attenzione alcuni dei cosiddetti scandali che stanno segnando, ad esempio, la nostrana e millenaria istituzione della fede ed è chiaro che un vento di cambiamento sta ormai soffiando e dovrà soffiare per rinnovare le sue basi dalle fondamenta. Potrebbe essere già tardi per recuperare il consenso perduto in questo tempo moderno, ma ciò non dovrebbe preoccuparci più del dovuto. Rileggendo la storia dovremmo già sapere che nel medio e lungo periodo tutto è destinato a mutare, e che gli eventi e la storia stessa sono dei contenitori più grandi delle singole esperienze personali.
Quando crediamo infatti ad esempio che abbiamo dei problemi o delle soluzioni, piccole o grandi che siano, esse sono davvero importanti solo quando coinvolgono una collettività e quando ciò ha un effetto per un tempo lungo, quando quindi ciò è epocale e sostanziale.
La forma è temporanea ma ciò che è importante resta, il contenuto si adatta o semplicemente svolge la sua funzione in quel preciso momento dopodiché va ricollocato e riqualificato, se è vero valore.

Questa lunga premessa è il filtro attraverso il quale mi piace parlare di Business, che in Italiano significa Affare, e che la Treccani ci ricorda al primo punto che significa “cosa da farsi”, per ragionare di come Affari e Spirito si sovrappongono quasi sempre anche se possono confonderci le idee nella loro manifestazione.
Si, per fare business serve avere lo spirito, a volte un grande spirito, anzitutto di iniziativa, è necessaria una volontà che ci muove sia per soddisfare i più semplici istinti di sopravvivenza, e ciò a a che fare con onorare la vita e custodirla, per migliorarla per noi e per gli altri, così come per soddisfare la fame di conquista di nuovi traguardi, di ingaggiare sfide sempre maggiori e più inclusive, di relazione con gli altri quindi, ma anche di ispirarsi con una capacità di visione sempre più grande e lungimirante ed avere il coraggio di orientare le proprie risorse interiori oltre il limite del conosciuto, sopratutto da noi stessi.

La “cosa da farsi” oggi più che mai ha a che fare con il coinvolgere gli altri, quegli altri che sono e saranno sempre più importanti nella società moderna purché noi scendiamo a compromessi con la capacità di trovare una convivenza fra questo stimolo interiore al pari di quello degli altri. Questo potrebbe non coincidere subito, prima di capirsi bisogna di fatto accettarsi reciprocamente, e ciò non è per nulla scontato poiché l’individualismo verso il quale siamo ormai da tempo stati orientati spesso ci impedisce una reale apertura inclusiva verso l’altro da noi.
Forse il punto centrale è proprio questo. Quando si parla di spirito, se può essere vero che un/a uomo/donna spirituale può essere “altissimo”, “venerabile” e ancora “sublime” ecc ecc, mettiamoci pure qualsiasi epiteto che può suggestionarci nel nostro bisogno di trovare il sacro, non ci deve tuttavia sfuggire che lo spirito si diffonde in modo incontenibile attorno a se, non lo si può imbrigliare in una forma e quindi dei suoi benefici se ne deve poter leggere chiaramente un segno tangibile e riconoscibile.

La “ricchezza” deve evidenziarsi sopratutto se consideriamo l’assunto che – prodigo in spirito significa più evoluto – e quindi – più consapevole, più oculato nella gestione nel medio e lungo tempo, quindi in ultimo anche più “ricco” economicamente – . Allo stesso modo quindi la relazione di spirito, nello spirito giusto , con la persona di spirito, deve necessariamente passare al vaglio dello stesso criterio di pesatura. Se ciò non accade, se si tratta invece solo di un trasferimento di ricchezza concreta da chi la cerca verso chi ne parla, beh allora è bene attivare le sinapsi e domandarsi se quella relazione instauratasi è davvero sostenibile, oppure se è diventata, e magari è sempre stata, tossica.

Proprio così, una relazione è tossica quando non è bilanciata, quando gli effetti di essa non sono più utili ad un miglioramento reciproco. Non può esistere una vera intelligenza se gli effetti di uno sforzo dopo un tempo non generano frutti in ambo le direzioni, si tratta infatti solo di tempo prima che ciò che accada sarà una sicura interruzione di quella relazione, o in alternativa un’altra forma di mutazione della stessa ma che guarda ai principi di sostenibilità e reciprocità.  Deve quindi manifestarsi una sorta di cash-back per dirla in modo moderno, poiché l’amore incondizionato è una convinzione interiore ed ha a che fare con la bellezza, la bellezza dello spirito. Del resto, non tutto è bello in eguale modo, e soprattutto non nello stesso momento. La relazione che si instaura fra due soggetti, se per un tempo è un po’ una conquista dell’altro, quando poi non matura e non arriva ad un livello di circolarità, se cioè essa non ripropone se stessa in una nuova lettura, allora cambia inevitabilmente la sua forma con il rischio di diventare una recriminazione, a volte addirittura una negazione e forse un conflitto.

Per essere più pratici basta fare un esempio che ci riguarda tutti : l’essere umano è in relazione col pianeta e sembra che abbia smarrito da diverso tempo la bussola con la quale guardare all’insieme, siamo in ritardo nelle scelte sostenibili ed i calcoli macroscopici fatti dagli esperti un po’ ovunque ci raccontano di un futuro grigio se non interverremo subito ed in modo efficace. Lo spirito di conquista dell’uomo non ha tenuto abbastanza conto della relazione con l’ecosistema, la relazione è quindi diventata un po’ tossica, ci siamo in qualche modo allontanati da madre terra, cioè, noi come specie umana siamo un elemento tossico per il sistema globale, siamo invasivi, pervasivi,  e probabilmente il sistema se ne è accorto e forse sta prendendo dei provvedimenti … chi può escludere a priori che gli ultimi accadimenti pandemici non hanno una relazione diretta con questi fatti ? La riflessione è d’obbligo e si sta trasformando in una nuova presa di coscienza.

Ho da sempre il piglio di guardare al futuro,  e qualche lustro addietro ho cercato di immaginarmi le nuove religioni che sarebbero nate per sostituire quelle del presente. Pensate a cosa accadde quando l’impero romano, per lo più ancora pagano, decise di adottare il cristianesimo, che ormai aveva attecchito a Roma, con tutte le complicate dinamiche che nacquero dall’arrivo di una nuova religione di stato ed al contempo delle affascinanti ibridazioni che ciò fece nascere. Un esempio a me caro è il culto di S. Lucia che è una trasposizione del culto del sole, o per meglio dire della Luce, attraverso una delle tante vicende di martirio e che spesso hanno tinte fosche e truculente.

Accadrà qualcosa di simile anche nel prossimo futuro. Quali religioni nasceranno dunque? Credo che nel tempo avremo due religioni globali e per certi aspetti contrapposte : Ecologia e Tecnologia. I due primi sommi sacerdoti di oggi “S. Elon” e “Santa Greta” stanno già facendo molti proseliti, il solco è già tracciato.

Ci sarà una sempre maggiore attenzione verso la salvaguardia del pianeta e ciò scatenerà dei conflitti economici e finanziari di grande impatto, non si guarderà infatti più solo agli interessi immediati del profitto ma si terranno sempre di più in considerazione anche le conseguenze che ogni iniziativa porterà con se a vari livelli. Si stanno già riscrivendo le regole oggi, in questo momento così particolare nella nostra sensibilità, dobbiamo auspicare che avremo la corretta lungimiranza e capacità prospettica di visione quanto più ampia. La partita è davvero centrale per noi e per chi dopo di noi.

Allo stesso tempo, la progressiva robotizzazione cercherà di sostituire in tutto il lavoro dell’uomo, ed in questa logica l’uomo dovrà reinventare il proprio ruolo, considerando il rischio di una perdita di coscienza della relazione di causa ed effetto. Cosa significa? Significa che la facile tentazione di demandare la risoluzione di problemi complessi ad una macchina, e sempre di più agli algoritmi che già governano il nostro vivere quotidiano, deve essere sostituita il prima possibile da una nuova presa di posizione nei confronti di un insegnamento alla responsabilità. Per fare ciò è necessario fare due cose fondamentali come alfabetizzare digitalmente ogni fascia di età, secondo le proprie funzioni, ed introdurre da subito un nuovo modello di educazione alla relazione che sappia contemplare l’evoluzione possibile degli scenari. Se ciò non verrà fatto a dovere, accadrà che in un tempo molto più breve di quello che si crede, ci ritroveremo ad avere persone sempre più stupide, ovvero inadeguate, che vengono gestite da macchine sempre più intelligenti. Macchine alle quali si tenta già oggi di fornire una sorta di coscienza, così per come viene spesso raccontata, anche se sarebbe meglio parlare di una capacità di dare una risposta articolata, che per fortuna ancora oggi non è assolutamente l’equivalente di coscienza.

Riassumendo quindi i punti chiave : Business, Spirito, Ricerca, Futuro, Tecnologia, Religioni, Ecologia…Educazione, Coscienza, Relazioni…

Potremo ricercare lo spirito nella relazione armonica con l’ambiente e con tutte le forme di vita che lo abitano (e quindi a seguire anche con nuove terre sparse nel cosmo), e, potendola gestire con una sempre rinnovata intelligenza tecnologica, ottenerne un grande profitto da redistribuire secondo delle nuove e reali classi di coscienza, poiché chi ha più coscienza può garantire un maggiore e migliore futuro a tutti quanti.
È questo il più grande affare al quale possiamo aspirare. E questo è solo il mio “white paper” . Ad mayora.

Mi occupo di consulenza stategico-cognitiva  per il rilancio personale , professionale ed aziendale, chiedimi come fare per ….
– Alessio Micheli

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